Intervista ad Abramo Salvestrin

Si occuperà di curare di questa sezione Abramo Salvestrin, podista trevigiano che da qualche anno è salito alla ribalta regionale per i buoni risultati in maratona. Un atleta autodidatta di grande esperienza, che cercherà di svelarci i segreti della distanza “regina”. Conosciamolo con questa breve intervista

Nome e Cognome? Abramo Salvestrin

Eta’? 41

Cosa fai nella vita? Lavoro in campo IT per una compagnia di assicurazioni. Assieme a mia moglie mi dedico alle nostre due bambine. Infine rubo ore al sonno e salto i pasti per trovare il tempo per correre.

Cosa rappresenta per te la corsa? Una indispensabile dose di: solitudine e silenzio per riequilibrare la mente; attività aerobica per riequilibrare la chimica del corpo; ambizione personale per alimentare l’autostima; motivazione per avere cura della mia salute e benessere; una mole di dati ed esperienze da analizzare ed interpretare per provare ad imparare a guidare gli adattamenti del corpo

Quando hai iniziato a correre? Nel 2004 a 28 anni. Per scommessa un amico mi convinse ad iscrivermi alla prima edizione della Trevisomarathon. Fino ad allora giocavo a calcio. La mia vera passione però era la bici da strada, mai praticata in modo agonistico (escluso 3-4 granfondo). Ad ogni età ho sempre sentito come indispensabile la pratica di qualsiasi attività fisica.

Prima ed ultima maratona? La prima il 14 marzo 2004, prima edizione della Trevisomarathon chiusa in 4h50’07”. L’ultima é la scorsa Venicemarathon, 23/10/2016 in 2h43’06”

Quantità o qualità? Un po’ di tutto al momento giusto!

L’allenamento più duro? Dicembre 2015. Un lungo in progressione di 34 Km seguito da due ore di riposo ed a seguire un 3x2Km a ritmo maratona sfruttando una “lepre” che doveva fare lo stesso allenamento. Non ho più rifatto qualcosa di analogo. Era un passo oltre il necessario. Non é utile per un amatore quarantenne. In genere non sono un sostenitore del “no pain, no gain” a tutti i costi.

Il ricordo più bello? Le partenze delle prime maratone e qualche arrivo, con un sacco di brivi e le lacrime agli occhi per l’emozione. Non so perchè ma questi momenti mi emozionavano tantissimo.

La prossima sfida? Maratona sotto le 2h40′.

Talento o allenamento? Dicono che la resistenza aerobica sia una delle abilità più allenabili, cioè dove si può avere un miglioramento consistente anche se non si é particolarmente portati.
Certamente per i grandi risultati il talento é indispensabile, ma per le piccole (grandi) sfide personali serve allenamento, costanza e disciplina.

Non possiamo che augurarti di centrare il tuo obiettivo Abramo e conoscere i “segreti” della tua preparazione oltre a sviluppare considerazioni a più ampio raggio sul mondo della maratona! Di certo sarà un percorso appassionante!

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